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Water, energy for life

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L’acquedotto

Il programma Aquaplus nasce con l’ambizione di contribuire a risolvere il problema della fame e della sete nel mondo, e il progetto pilota Haiti ne rappresenta il primo impegno concreto.

Un progetto che va ben oltre il semplice intervento, responsabilizza la popolazione nella costruzione di infrastrutture per il corretto utilizzo dell’acqua e per la produzione di alimenti che sappiano integrare e arricchire la dieta degli abitanti.

Il ripristino

Il primo obiettivo del progetto Aquaplus ad Haiti è stato quella di ristrutturare il sistema idrico della zona considerata, che è ricca di acqua. L’acqua, a volte, è anche troppa, soprattutto in occasione di forti piogge e causa allagamenti ed erosione degli argini.
Era indispensabile procurare acqua sana per l’ alimentazione e sufficiente per le coltivazioni.

Creazione orti

  • È stata completamente ristrutturata la captazione alla sorgente e si sono costruite due vasche di decantazione.
  • Sono stati costruiti 18 chilometri di acquedotto con la partecipazione attiva della popolazione locale.
  • Sono stati ripuliti e restaurati i canali di irrigazione.

Le fontane

Per distribuire al meglio le risorse idriche ottimizzate grazie ai lavori sull’acquedotto e sui canali di irrigazione, sono state realizzate diverse fontane pubbliche, in grado di servire molte comunità, e moltissimi allacci privati.

A questo scopo sono state ristrutturate 40 fontane e ne sono state costruite 15 nuove (dotate di docce per uomini e per donne), con l’ obiettivo che nessun punto del territorio fosse sprovvisto di fonti idriche.
Le fontane nuove sono state oggetto di un intervento “artistico”: sotto la guida di un nostro architetto sono stati invitati dei giovani locali a decorare le fontane utilizzando materiali “poveri”, in particolare ciottoli provenienti dalla spiaggia e ceramiche dalle macerie del terremoto. Il risultato è stato molto gradevole e gradito dalla popolazione al punto che queste fontane sono divenute degli utili punti di socializzazione, prima inesistenti, per gli abitanti della zona.
La targa applicate a ciascuna fontana contiene, scritta nella lingua locale, una norma igienica (es: lavarsi le mani prima di toccare il cibo, non inquinare i canali di irrigazione, etc). Queste norme igieniche sono anche riportate su magliette distribuite alla popolazione.
Sentendo “suo” il sistema idrico realizzato, la popolazione ha accettato di buon grado l’invito alla costituzione di un comitato per la sua gestione e manutenzione. Il Comitè d’ Approvisonnement d’ Eau Potable et Assainissemet (CAEPA) è previsto dalla legge haitiana, ma quasi mai costituito.
Qui la popolazione si è disciplinatamente recata a votare e la lista eletta è stata dotata di una sede e di un computer e ha preso in carico la gestione del sistema idrico. È molto significativo che la popolazione, seppur poverissima, si sia resa conto della necessità di pagare per l’ acqua utilizzata una piccola somma, destinata all’ acquisto delle parti di ricambio e alla manutenzione del sistema. Si è così conseguito l’obiettivo di realizzare un sistema sostenibile.

Formazione

Il secondo obiettivo sostanziale del progetto è stato quello di aiutare la popolazione contadina della zona interessata a coltivare in modo ottimale la terra. Per ottenere questo obiettivo in modo duraturo è stato ritenuto necessario non indirizzare direttamente i contadini, ma formare degli agronomi che possano adeguatamente guidare i contadini nel loro lavoro. Per questo è intervenuto l’ accordo di collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’ Università Statale di Milano (UNIMI) in supporto a quella dell’ Università Notre Dame de Haiti (UNDH).

Per tre anni si sono tenuti a Torbeck due corsi trimestrali. Il corpo docente era formato, ogni anno, da cinque professori della Università di Milano. Inoltre studenti della UNDH sono venuti a Milano per seguire corsi presso UNIMI. Uno di questi studenti ha seguito un corso di dottorato e attualmente ha un ruolo chiave nella Facoltà di Agraria di UNDH.
I corsi hanno previsto sia lezioni teoriche in aula che attività sperimentale in campo, in particolare per la selezione delle varietà di manioca più adatte alle caratteristiche del terreno della zona considerata.

Unità di trasformazione della manioca

Il terzo obiettivo sostanziale e qualificante del Progetto Aquaplus è stata la costruzione e l’equipaggiamento di una Unità di Trasformazione (UdT) dei prodotti agricoli coltivati e raccolti dai contadini della zona: soprattutto manioca, ma anche mais, frutto del pane e moringa oleifera. La trasformazione di questi prodotti in farine, gallette, biscotti e il loro confezionamento ne consente la vendita sul mercato sia locale che nazionale.
Con questa trasformazione, confezionamento e vendita dei loro prodotti i contadini possono conseguire un reddito economico e non limitarsi al solo consumo familiare.

Dopo un periodo iniziale di assistenza da parte del Rotary Club di Les Cayes e del team Aquaplus, la gestione della UdT verrà affidata ai contadini stessi riuniti in cooperativa, con la supervisione della Universitè Notre Dame de Haiti. Si conferma la finalità sostanziale del Progamma Aquaplus, che è quella di lasciare una situazione sostenibile e duratura.

L’ importanza di questo impianto di 360 mq per l’economia della zona emerge anche dal fatto che alla sua inaugurazione, il 20 maggio 2014, ha voluto partecipare, arrivando direttamente da Roma, il Cardinale Langlois, originario di questa zona.
L’8 ottobre 2016, in occasione dell’ uragano Matthew che ha avuto il suo epicentro proprio nella zona del progetto Aquaplus e che ad Haiti ha causato 900 morti, la UdT è rimasta indenne e ha costituito per molte settimane l’unica entità in grado di produrre il pane per tutta la comunità locale sopravvissuta.

Integratori nutrizionali per l’infanzia

Venuti a conoscenza dei notevoli e positivi risultati delle prime tre fasi del Progetto Aquaplus, il World Food Program e il Governo di Haiti hanno suggerito, e in parte finanziato, una quarta fase del programma il cui obiettivo è stato quello di creare, per gli infanti e per le madri incinte e puerpere, integratori nutrizionali autoctoni, cioè realizzati con ingredienti agricoli prodotti localmente, eliminando così la necessità dei precari aiuti provenienti dalle organizzazioni umanitarie internazionali.
Le formule – adeguate alle varie età – per la creazione di questi prodotti sono state studiate e messe a punto dalla Facoltà di Agraria UNIMI. Esse si basano sull’ utilizzo di foglie e semi essiccati della moringa oleifera, una pianta detta “del miracolo”, perché contiene in percentuale più proteine, antiossidanti, minerali e vitamine di qualunque altro vegetale.
Come parte del lavoro è stata indetta una campagna tra la popolazione, soprattutto quella studentesca, per la messa a dimora di 2000 piante di moringa, tenendo presente che questa pianta ha l’ulteriore virtù di contrastare efficacemente l’erosione del terreno in caso di alluvioni, frequenti, insieme agli uragani, in questa zona.

Aquaplus a EXPO 2015

Durante EXPO 2015 il Programma Aquaplus – considerato una Best Practice e divenuto una Legacy dell’ Esposizione – è stato presentato, durante i sei mesi dell’ evento, nell’ambito del padiglione di Haiti nel Cluster Tuberi e Cereali.

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2018-04-06T16:29:20+00:00