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Aquaplus Program 2018-04-06T17:41:58+00:00

Water, energy for life

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Sradicare la fame e la sete nel mondo

Il Programma Aquaplus ha l’ambizione di contribuire a risolvere questo drammatico problema.
Messo a punto il concept design del programma Aquaplus secondo le linee guida prestabilite, il 12 gennaio 2010 fu firmato un Memorandum of Understanding tra EXPO 2015 SpA e il Distretto Rotary 2040 e il progetto entrò nella fase realizzativa.
In quei giorni si verificò il tremendo terremoto di Haiti (più di duecentomila morti) e il tavolo di lavoro decise che la zona più opportuna per localizzare il primo progetto Aquaplus fosse quella terra così martoriata, e non solo a causa del terremoto.

Come nasce il programma Aquaplus

La “vicinanza” tra la missione umanitaria del Rotary e il tema di EXPO Milano 2015 – nutrire il pianeta, energia per la vita – hanno indotto il Rotary, attraverso la sua rete internazionale, a supportare con impegno sin dall’inizio la candidatura di Milano per l’Esposizione Universale 2015.
Non appena Milano vinse la candidatura per EXPO 2015, il Comune di Milano, il Distretto 2040 del Rotary ed EXPO 2015 SpA decisero di realizzare insieme un

progetto destinato a mettere a punto un modello metodologico e pratico per risollevare, in modo durevole e sostenibile, le condizioni alimentari, sanitarie ed economiche di una comunità rurale fortemente disagiata.
Il progetto doveva partire dalla fornitura di acqua sana, dalla quale far “fiorire” altre attività umane, prima fra tutte l’agricoltura. Quindi non solo acqua e da ciò scaturisce il nome del programma: AQUAPLUS – acqua, energia per la vita.
Le linee guida del progetto furono delineate a inizio 2009 e sono ben presentate nel Comunicato Stampa associato alla Conferenza Stampa data nella Sale delle Otto Colonne di Palazzo Reale il 20 marzo 2009 alla presenza del Sindaco di Milano.

Fu deciso però di intervenire non nella zona del terremoto – dove la tipologia del progetto Aquaplus non era compatibile con le priorità che lì si erano manifestate – ma in una zona con circa 15.000 abitanti nella penisola di sudovest, nel comune di Torbeck, nella provincia di Les Cayes, dove la povertà, già la più acuta del Paese, era accresciuta dall’arrivo di migliaia di profughi provenienti dalla capitale.
In questa zona già operavano le due ONG di Ingegneria Umanitaria AVSI ed MLFM e si trova la facoltà di Agraria della UniversitàNotre Dame de Haiti. Con queste tre entità divenne naturale stringere un efficace rapporto di collaborazione.
A maggio 2010 fu effettuato un accurato sopralluogo da parte di un gruppo di lavoro costituito da Rotary, Società EXPO e Comune di Milano e furono raccolti tutti gli elementi per la stesura di un piano di lavoro e di un budget dettagliati.
Vi fu anche un incontro anche il Rotary Club Les Cayes con il quale era necessario collaborare per poter accedere alle Sovvenzioni Globali della Fondazione Rotary. La collaborazione col RC Les Cayes è risultata particolarmente efficiente e proficua, con una dimostrazione, da parte dei consoci haitiani, di professionalità e di dimestichezza con le procedure rotariane difficilmente superabili.
Il 22 ottobre 2010 fu firmato l’Accordo Attuativo per il progetto Aquaplus tra l’AD di EXPO e il Governatore del Distretto 2040, in base al quale veniva costituito il Dipartimento Aquaplus nell’ambito della Fondazione Rotary Milano per Milano, al fine di dare veste giuridica alla partnership tra Rotary – Distretto 2040 ed EXPO 2015 SpA.

Le fasi del progetto

Questa iniziativa è basata sulla partecipazione attiva di professionisti provenienti dal Rotary e dal volontariato. Il capitale di conoscenza dei soci del Rotary e del personale delle organizzazioni partner è il principale contributo che Aquaplus ha offerto ai destinatari del programma.

La metodologia da mettere a punto prevedeva, come obiettivo irrinunciabile, l’ottenimento di risultati sostenibili e duraturi attraverso la MOTIVAZIONE, la FORMAZIONE e il COINVOLGIMENTO della popolazione locale, con la quale realizzare in successione le tre fasi principali del progetto inizialmente definite nel concept design:

Riabilitazione e ampliamento della captazione alla sorgente e di 18 km di acquedotto che serve i 15.000 abitanti. Distribuzione di acqua sana attraverso 47 fontane pubbliche e 475 allacciamenti privati. Creazione e formazione di un Comitato, eletto fra gli abitanti della zona, per la gestione del sistema idraulico.

Formazione di esperti agronomi e di insegnanti a cura della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano (UNIMI) in collaborazione con la locale Università Notre Dame di Haiti (UNDH) al fine di educare e addestrare gli agricoltori a ottenere un migliore utilizzo delle potenzialità agricole del suolo locale.

Progettazione, costruzione e assistenza all’avviamento di una Unità di Trasformazione di prodotti agricoli locali per favorire un’imprenditoria sociale (cooperative di contadini) per la gestione dell’impianto e conseguente godimento del reddito prodotto.

Alle tre fasi iniziali del progetto si è aggiunta, su sollecitazione del World Food Program e del Governo haitiano, una quarta fase, che ha previsto lo studio, la messa a punto e la produzione di integratori nutrizionali per l’infanzia basati su una pianta, la moringa oleifera, estremamente ricca di vitamine, di minerali e di proteine rispetto alla maggior parte della frutta e dei legumi.
Dal punto di vista finanziario, il progetto Aquaplus ad Haiti ha impegnato un milione e mezzo di euro, comprese le spese per le attività di presentazione e di comunicazione in occasione di EXPO.

Di queste risorse circa la metà sono state di provenienza dal mondo rotariano (The Rotary Foundation con tre Matching Grant e un Global Grant e iniziative di Rotary Club di Italia, Svizzera, Germania e Stati Uniti) e l’altra metà da istituzioni pubbliche (Comune di Milano, World Food Program) e private (Fondazione Unicredit, Fondazione Cariplo), con un approccio che rispecchia le indicazioni e le più recenti direttive della Rotary Foundation.

Questo progetto pilota realizzato ad Haiti è risultato nella messa a punto di un Best Practice che entra a far parte della Legacy di EXPO 2015 e rappresenta un PROGRAMMA da riproporre in aree del mondo altrettanto disagiate: è in corso di replica in Tanzania e si sta pianificando una terza realizzazione in Sud Sudan.

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