Intervista al Governatore Roberto Bosia

Interview with Governor Roberto Bosia



Dove c’è acqua c’è vita e sviluppo


Where there is water there is life and development



Il programma Aquaplus è “tipicamente” rotariano, perchè trasmette competenze, ma fa un passo in più: attraverso una progettazione organica, permette di farle germogliare sui territori in cui agisce, facilitandone lo sviluppo. I Club possono contribuire in modo innovativo, attraverso le tecnologie digitali, alla sua diffusione… Sono queste alcune delle indicazioni del Governatore Roberto Bosia, che abbiamo intervistato.

I progetti distrettuali sono molti. Cosa distingue Aquaplus? Siamo di fronte a un progetto pluriennale nell’ambito di quelle che sono le linee d’azione del Rotary, cioè nell’ottica di promuovere la crescita personale e delle comunità. In particolare, i target sono la lotta alla fame e alla sete, ma anche lo sviluppo delle fonti alternative di energia. Per questo il terreno d’applicazione è così vasto da poter essere definito globale, da Haiti all’Africa.

Il metodo Aquaplus può essere esportato in altri progetti umanitari? Dal punto di vista generale penso di sì, in quanto al centro del programma c’è il concetto di partnership, ma visto in modo innovativo. Non ci limitiamo più a trasmettere competenze ma vogliamo incitare il saper fare nei territori e promuovere un reale scambio di esperienze. Ciò è possibile attraverso il progetto organico che viene sviluppato e che punta a rendere autosufficiente la comunità in cui si interviene. Per usare una vecchia metafora, non diamo il pesce ma insegniamo a pescare. Il processo è ovviamente lungo e quindi va reso costante.

Concretamente, cosa possono fare i nostri club per Aquaplus? Tradizionalmente, i singoli Club sono molto orientati a attività progettuali sul territorio milanese e metropolitano. Ma l’emergenza coronavirus ha limitato fortemente la presenza fisica e quindi il volontariato oggi passa per via digitale: i singoli soci come i Club possono mettersi a disposizione di un’azione positiva attraverso le nuove tecnologie di comunicazione, in una logica bottom-up, ancorché indirizzata dal Distretto.

Promuoverai l’utilizzo di questa metodologia in altri progetti distrettuali? Ci stiamo orientando su questa metodologia soprattutto per iniziative di aiuto alle famiglie disagiate e per quanto attiene un progetto specifico di didattica a distanza. Sono convinto che il valore aggiunto di progetti come questo sia proprio quello di fecondare con la competenza quelle aree sociali che hanno bisogno di know how per svilupparsi.

Cosa si dovrebbe fare per dare visibilità a questo programma? È finito il tempo delle cene di gala, almeno finché dura il Covid. Serve piuttosto un’azione – soprattutto attraverso i social – per un’informazione puntuale dei club sul progetto. Essere informati è il primo passo per contribuire concretamente. Credo sia utile anche raggiungere con queste informazioni i consolati, che sono un target specifico.

Il nome Aquaplus ricorda Polioplus: cosa li accomuna? Li accomuna una scommessa: nel 1985, quando partì la campagna contro la polio fu una scommessa globale. Allora si lottava per la salute, in questo caso per lo sviluppo. Non dimentichiamo, infatti, che l’acqua è il nuovo petrolio, la fonte di energia del presente e del futuro. Dove c’è acqua c’è vita e sviluppo.



The Aquaplus program is “typically” Rotarian, because it transmits skills, but it goes a step further: through an organic planning, it allows them to germinate in the territories in which it operates, facilitating their development. Clubs can contribute in an innovative way, through digital technologies, to its diffusion… These are some of the indications of Governor Roberto Bosia, whom we interviewed.


The district projects are many. What sets Aquaplus apart?

We are facing a multi-year project within the scope of Rotary's lines of action, that is, with a view to promoting personal and community growth. In particular, the targets are the fight against hunger and thirst, but also the development of alternative sources of energy. This is why the field of application is so vast that it can be defined as global, from Haiti to Africa.


Can the Aquaplus method be exported to other humanitarian projects?

From a general point of view, I think so, as the concept of partnership is at the center of the program, but seen in an innovative way. We no longer limit ourselves to transmitting skills but we want to encourage know-how in the territories and promote a real exchange of experiences. This is possible through the organic project that is developed and which aims to make the community in which it intervenes self-sufficient. To use an old metaphor, we do not give fish but teach how to fish. The process is obviously long and therefore must be made constant.


Specifically, what can our clubs do for Aquaplus?

Traditionally, the individual clubs are very oriented towards planning activities in the Milanese and metropolitan area. But the coronavirus emergency has severely limited physical presence and therefore volunteering today goes digital: individual members such as clubs can make themselves available for positive action through new communication technologies, in a bottom-up logic, even if addressed by the District.


Will you promote the use of this methodology in other district projects?

We are focusing on this methodology above all for aid initiatives for disadvantaged families and as regards a specific distance learning project. I am convinced that the added value of projects like this is precisely that of fertilizing those social areas that need know-how to develop with competence.


What should be done to make this program visible?

The time for gala dinners is over, at least while Covid lasts. Rather, action is needed - especially through social media - for timely information of the clubs on the project. Being informed is the first step to concretely contribute. I think it is also useful to reach consulates with this information, which are a specific target.


The name Aquaplus recalls Polioplus: what do they have in common?

They share a bet: in 1985, when the campaign against polio started, it was a global bet. At that time there was a fight for health, in this case for development. Let's not forget, in fact, that water is the new oil, the energy source of the present and the future. Where there is water there is life and development.

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